DE AMICIS: EFFETTI PSICOLOGICI DEL VINO

                                                               

il secondo sangue della razza umana

 

 

Il grande pubblico è solito collegare la figura di Edmondo De Amicis (1846-1908) al suo libro Cuore, che per molti anni è stato un testo di riferimento per la formazione degli adolescenti. Meno nota, ma per questo non da sottovalutare, l’opera pubblicato nel 1890 ed intitolata Il vino: un discorso sui suoi effetti psicologici. Il libro è nato da un ciclo di conferenze, organizzate dallo stesso De Amicis e tenute da una decina di professori su varie questioni concernenti il vino: botanica, chimica, commercio, poesia, storia, leggenda, ecc.

                                                                                                                          

L’intervento di De Amicis ha riguardato l’effetto psicologico del vino sull’immaginazione, il sentimento e l’intelligenza. I recensori l’hanno definito un discorso ricco di notazioni argute, divertenti e divertite sulle piccole debolezze di tutti noi.

                                                                                                                           

Riportiamo un passaggio particolarmente significativo del libro: «Il vino che fa alzare nello stesso tempo il calice, la fronte e il pensiero; il vino che mette all’operaio la forza nel braccio e il canto sulle labbra; l’allegria della nostra mensa d’ogni giorno, il festeggiatore delle riconciliazioni e dei ritorni, il liquore benefico che riscalda le vene dei nostri vecchi, che rinvigorisce le convalescenze sospirate dei nostri bambini, che aggiunge un sorriso all’amicizia e una scintilla all’amore; il secondo sangue della razza umana».

                                                                                                                            

Sonia e Giacomo