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moscato passito di valcalepio

Azienda Agricola Grassenis Sonia. Produciamo vino passito e altri vini da tavola

PROSSIMI ALLA VENDEMMIA

                                                                             

uve merlot

 

Az. Agr. Grassenis Sonia - Località Ronchi - Scanzorosciate (Bg)

                                                                                      

Qualche foto del vigneto prima della vendemmia delle uve merlot.
Ancora pochi giorni e poi non resteranno più grappoli sulla vite.

       

Az. Agr. Grassenis Sonia - Località Ronchi - Scanzorosciate (Bg)

                                                                                               E poi, come d’incanto, la vigna muterà completamente d’aspetto.

                                                                                             

Sonia e Giacomo

 

 

 

IL VINO PIÙ VECCHIO DEL MONDO


Made in Italy


le giare del 4000 a.C. contenenti tracce di vino

                                                                                                

Una notizia sensazionale, di poche settimane fa: il più vecchio vino del mondo potrebbe essere italiano. Il merito della scoperta va attribuito ad gruppo internazionale di archeologi, guidati dal dott. Davide Tanasi, dell’University of South Florida. In una grotta situata sul monte Kronio, presso Agrigento, i ricercatori hanno trovato delle giare contenenti dei residui di acini fermentati e tracce di vino risalenti al 4000 a.C.

                                                                                              

Dalle analisi chimiche più sofisticate gli archeologi hanno escluso l’ipotesi che si possa trattare di residui di cibo o di olio, per una rilevante presenza di acido tartarico e di sali di sodio, caratteristici degli acini d’uva e del vino.

                                                                                                

La scoperta scalza le vecchie teorie di storia dell’economia, che fanno risalire la nascita della viticoltura e della vinificazione all’Età del Bronzo (1300 a.C.).

                                                                                              

I risultati di questa indagine sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Microchemical Journal.

                                                                                              

Sonia e Giacomo

 

 

PRODUZIONE VITIVINICOLA 2017

                                                                         

le previsioni degli assoenologi

 

cliccare sull'immagine per ingrandire

 

In molte regioni la vendemmia 2017 si è già conclusa, in altre è ancora in corso o sta per essere ultimata.
Quali sono le previsioni degli enologi sulla produzione vitivinicola della stagione? Qualche giorno fa Luciano Ferraro su Il corrire della sera ha riportato una tabella riassuntiva, regione per regione, mettendo a confronto le ultime annate.
Come si evince dalla tabella, l’unica regione che registra una crescita produttiva è la Campania.

                                                                                               

Vedremo nelle prossime settimane se le previsioni verranno confermate oppure smentite.

                                                                                                        

Sonia e Giacomo

 

 

UN CREPUSCOLO COLOR DELL’UVA 

                                                                                                    

colori che si rincorrono
e si confondono fino ad identificarsi 


Az. Agr. Grassenis Sonia - Località Ronchi - Scanzorosciate (Bg)

                                                                                               

Mai nessuno prima di Jean Kerouac ha pensato di descrivere il colore del crepuscolo, rimandando al color dell’uva, dell’uva spremuta:

                                                                                              

«Dopo poco scese il crepuscolo, un crepuscolo color dell’uva,
violetto sulla coltivazione di aranci e sui lunghi campi di meloni:
il sole del colore dell’uva spremuta, con squarci di rosso borgogna,
i campi del colore dell’amore e dei misteri di Spagna».

                                                                                               

L’icona del crepuscolo e l’icona dell’uva si rincorrono e si confondono fino ad identificarsi nello stesso colore.  È un tutt’uno. Non c’è spazio per la riflessione.
A chi può venire in mente di aggiungere il solito non so se rendo l’idea? Immagine suggestiva che fa grandi gli occhi e spalanca il cuore.

                                                                                                                                                                                                                 Sonia e Giacomo

                                                                                               

P.S. Piccolo consiglio: Leggete On the road (1957) di Jack Kerouac o godetevi almeno la trasposizione cinematografica di Walter Salles del 2012.

 

 

 IL VINO: INVITO ALLA MODERAZIONE

                                                                       

l’agnello, il leone e il maiale 


Noè: la vigna e il vino - Mosaico Basilica S. Marco - Venezia - sec. XIII

                                                                                               

Il racconto di Noè, che abbiamo riportato ieri, è stato oggetto di approfondimento da parte dei rabbini, cioè dei maestri della comunità ebraica. Molti di loro si sono soffermati a descrivere l’invenzione di Noè, la prima ubriacatura, la nudità, la maledizione del figlio di Cam, la benedizione di Sem e di Jefte, ecc. Tra le interpretazioni più originali, riguardanti gli effetti che può generare il frutto della vite, ci piace riprendere le l’inegnamento di un rabbino, che Cesare Marchi (1922-1992) ha citato nel suo libro Siamo tutti latinsti:              

                                                                                   

«Un giorno, mentre stava piantando la vigna, Noè vide apparirgli il diavolo
che si offrì di aiutarlo e sgozzò un agnello, col sangue del quale bagnò la zolla.
“Questo significa – spiegò l’infernale aiutante – che chi berrà il vino con moderazione
sarà mite come un agnello”.
Poi prese un leone, lo sgozzò e col suo sangue irrorò un’altra zolla.
“Ciò vuol dire che chi ne berrà un po’ di più, si sentirà forte e audace come il re della foresta”.
Infine uccise un maiale, terza irrorazione e terza profezia del diavolo:
“Chi berrà senza alcun freno, si rotolerà nel fango come un maiale”».

                                                                                       

Sonia e Giacomo

 

 

LA VIGNA DI NOÈ

                                                                       

avendo bevuto il vino si ubriacò    


Noè ubriaco è deriso dal figlio Cam - Michelangelo: Cappella Sistina


Secondo la tradizione biblica è stato Noè a piantare la prima vigna dopo il diluvio universale. Infatti anteriormente alla saga di Noè non si parla mai di vigna e di vite, di uva e di vino.

                                                                                               

Ecco il racconto:

«I figli di Noè che uscirono dall’arca furono Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan. Questi tre sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la terra. Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna. Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all’interno della sua tenda. Cam, padre di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori. Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia indietro, non videro il padre scoperto.
Quando Noè si fu risvegliato dall’ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; allora disse: “Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!”. Disse poi: “Benedetto il Signore, Dio di Sem, Canaan sia suo schiavo! Dio dilati Iafet e questi dimori nelle tende di Sem, Canaan sia suo schiavo!”».

                                                                                               

Da qui si deduce che a Noè non spetta solo il primato in relazione alla coltivazione della vite. Per primo egli ha esperimentato anche l’ebbrezza cagionata dal vino.

                                                                                                     

Sonia e Giacomo